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Collezionare Figurine

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Collezionare figurine

Calciatori, attrici, cantanti, ciclisti, animali, fiori, invenzioni, indiani, supereroi, robottoni Giapponesi… rettangolari, rotonde, quadrate, triangolari, in bustina, avvolte nelle carte delle caramelle, nei pacchetti di fiammiferi o delle sigarette… e i due elenchi potrebbero continuare, non è per niente facile mettere un limite al mondo delle figurine: non esiste soggetto di cui non sia stata fatta una figurina. Un fenomeno dalle radici profonde, che molti fanno risalire all’infanzia del Re Sole in Francia. Nel nostro immaginario collettivo alla parola figurina pochi punti fermi: il feroce Saladino, i punti della Mira Lanza, le figurine Liebig, e naturalmente i calciatori Panini.


Ma cos’è una figurina? Cercando su Wikipedia il termine figurina troviamo: figurina è un’immagine plastificata adesiva da collezionismo. Il formato standard di una figurina è 4.9 x 6.5 cm, ma possono anche essere più grandi. Le figurine vengono prodotte in una precisa serie tematica, (ad esempio, di calciatori) e sono raccolte nel corrispondente album di figurine, un libretto appositamente disegnato per raccoglierle.

Ma per chi colleziona quei piccoli pezzi di carta (adesive e non) il mondo delle figurine è un mondo fantastico che ci riporta indietro nel tempo ai più reconditi ricordi della nostra infanzia ai soldi “spillati” dal borsellino di mamma e papà per comprare una bustina; alle figurine vinte e perse davanti ai cancelli di scuola, con improbali giochi d’abilità, seguiva, poi, lo scambio di figurine che è un momento topico di ogni collezionista. Durante l’incontro mentre uno mostrava le figurine del mazzo delle doppie l’altro ne cercava una che non ha. Questo rito ha coniato i termini “Celo” e “Mimanca” che ancora oggi ci fanno compagnia.

L’album di figurine, inteso come raccolta di piccole immagini numerate, esiste in Italia dagli inizi degli anni ‘30, prima come immagini da attaccare con la colla e poi con quelle adesive, passando per le indimenticabili celline biadesive. Le raccolte tipiche erano logicamente di calcio e poi moltissime altre di cultura generale, dallo spazio, alla geografia alla storia… ai cartoni animati Disney…

Possiamo iniziare a parlare di raccolte di figurine in Italia con l’introvabile figurina del feroce Saladino della Perugina, le figurine del concorso di Topolino del 1936 della Elah, le figurine della Saiwa le figurine della Barilla. Quindi la Zaini con le prime figurine di calcio (senza album), le prime figurine storiche dei mondiali del 1934 sono, invece, pubblicate dalla Vecchi… Dopo i disastri della seconda guerra mondiale, la figurina risale alla ribalta con le mitiche e rarissime figurine Fidass, pubblicate dal 1946 al 1950, la figurina continua la sua marcia attraverso le varie case editrici: Nannina, Vav, Lombardo, Cicogna, Bea, Ferrero, Lampo. Per arrivare agli anni del boom economico e l’ascesa della PANINI MODENA.

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Panini è oggi sinonimo di figurine, negli anni passati questa gloriosa ditta fondata da dai Fratelli omonimi che avevano iniziato a Modena con l’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini, trovarono a Milano un lotto di vecchie figurine invendute delle edizioni milanesi “Nannina”. I fratelli lo acquistarono, imbustarono in bustine bianche con cornicette rosse con due figurine ciascuna a 10 lire l’una. Il successo fu enorme e inaspettato: le bustine vendute toccarono i 3 milioni.

L’anno successivo i Panini decisero di fare tutto con i loro mezzi, stampando le figurine e creando anche il primo album per la loro raccolta (per la copertina scelsero l’attaccante di allora del Milan Nils Liedholm). Le vendite si quintuplicarono, toccando la soglia di 15 milioni di bustine vendute. Il mito delle figurine calciatori Panini era nato.

La prima figurina stampata fu quella di Bruno Bolchi detto “Maciste”, il capitano dell’Inter della stagione 1961-62, da allora l’album calciatori Panini esce ininterrottamente ogni anno.

Bruno Bolchi

Successo altalenante ebbero, la Edis, la Flash, l’Imperia, la Persicostampa, la Baggioli, fino ad arrivare ai giorni nostri con la Merlin, la Ds, la Fotocalcio.

Torniamo per un attimo indietro nel tempo di qualche annetto nel 1978 scoppia un altro fenomeno editoriale comparvero nelle edicole i primi album di figurine dedicati a serie televisive giapponesi.

Le principali case editrici che si cimentarono in queste opere furono la solita Panini e la romana Edierre, sono infatti del 1978 il primo album di Goldrake (Edierre) e quello di Heidi (Panini).

Il successo fu subito travolgente, sia per la portata del fenomeno dei cartoni animati (e dei loro gadgets), sia perché l’unico modo per i bambini di rivedere le immagini del cartone era quello di consumare con gli occhi con le coloratissime figurine. All’epoca non esistevano DVD o videocassette e non tutti in caso possedevano un ingombrante proiettore 8mm.

Il metodo più semplice rimaneva quindi legato alle immagini disegnate, questa situazione decretò lo strepitoso successo degli album di figurine e dei primi “Manga” made in Italy. Altra particolarità a favore degli album era che il mercato era sì invaso da fumetti di ogni tipo, ma la maggior parte erano costituiti da immagini realizzate in Italia o comunque non rispondenti ai fotogrammi della televisione. Mentre le figurine erano dei fotogrammi della serie televisiva di buona qualità e coloratissime. All’inizio le immagini erano incorniciate da una semplice banda bianca, che si è poi evoluta con delle delicate decorazioni che potevano essere cornici colorate o immagini legate al cartone animato stesso.

La naturale evoluzione delle figurine sono state le Trading Cards, ma questa è un’altra storia…

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